Le Cronache di Ansorac: Bestseller nella classifica IBS.it!

Buongiorno a tutti! Con somma gioia abbiamo appreso ieri, per puro caso, che Le Cronache di Ansorac : Genesi - Inferno & Paradiso...

mercoledì 2 agosto 2017

Intervista improvvisa a Eva D'Amico!

Buongiorno a tutti!
Dopo aver intervistato Marko D'Abbruzzi per conoscerlo un po' meglio è oggi il turno di Eva D'Amico!
Autrice emergente romana, il suo romanzo d'esordio (Ottobre 2016) Memorie di Sangue: Il Castello del Giorno Eterno (volume 1 di 2) ha riscosso un discreto successo ed è stato elogiato dai lettori in modi che non ci aspettavamo! Il secondo volume del dittico: Le Figlie della Corruzione, uscito nell'aprile 2017 è stato definito "uno spettacolo" e "degno finale" dai lettori stessi che hanno richiesto degli speciali o degli spin-off su alcuni personaggi della storia.

Ma Eva D'Amico, oltre a essere una bravissima autrice e incantatrice di lettori, cosa ne pensa della lettura e della pratica della scrittura?

Scopriamolo insieme!

Se dovessi essere il personaggio femminile o maschile di un libro chi saresti e perché?

Onestamente non ho mai trovato un personaggio che mi rispecchi al 100%, in nessun romanzo, neanche nei miei! Se si parla invece di chi mi piacerebbe essere, pur non essendo così, direi Phèdre de Il Dardo e la Rosa di J. Carrey (scegliendo un romanzo non mio) e Fleur Burns di Memorie di Sangue: Le Figlie della Corruzione (scegliendone uno mio). Sono due personaggi estremamente diversi ma entrambi offrono un modello di donna forte, indipendente, libera dalle convenzioni, che non si ferma davanti alle difficoltà pur essendo attanagliata dai dubbi o dalla paura.

Scrivere è senz’altro importante per te ma quanto lo è leggere e cosa leggi?

Leggere direi che è fondamentale per me, non solo perché aiuta a rilassarmi ma anche perché mi fa sognare. Il mio impulso a scrivere deriva dall’amore per la lettura; volevo creare qualcosa e il mio desiderio più grande sarebbe riuscire ad emozionare come molti autori sono riusciti ad emozionare me. Direi che sono una lettrice onnivora, leggo di tutto, dai classici, al fantasy, allo storico, dalla narrativa ai bugiardini dei medicinali! Comunque in generale sono più attratta dai romanzi storici o dal fantasy in generale, benché ammetto che anche alcuni gialli mi appassionino.

Il genere fa il romanzo?

Il genere può sicuramente dare delle coordinate al lettore su cosa troverà più o meno tra le pagine, ma certamente un buon romanzo trascende il genere a cui è associato.
Credo che dividere in “generi” sia un’operazione dal doppio risvolto: da un lato è molto comoda, in quanto aiuta il lettore a districarsi in una selva altrimenti infinita di proposte e alternative (magari non tutte gradite) ma dall’altro può rivelarsi anche riduttiva, perché limita di fatto il valore di molti romanzi, inseriti magari in un genere che non riesce a descriverne tutte le qualità o caratteristiche.
Prendiamo Dracula di Bram Stoker, per fare un esempio citando uno dei miei romanzi preferiti, che genere è? Fantasy? Sì. Storico? Anche. Ma non solo, è anche vagamente horror, forse un pizzico romance, certamente molto dark, se poi consideriamo che quando uscì venne considerato alla stregua di un romanzetto di poco valore e noi lo consideriamo un “classico” le cose si complicano ancora di più. Ecco perché, a mio avviso, il genere assolutamente non fa il romanzo.

Quando ti metti all’opera su un nuovo romanzo da dove inizi?

Inizio sempre da un’immagine sfocata, sospesa, senza tempo o luogo. Da quell’immagine derivano poi alcune sensazioni che scopro, piano piano, appartenere a qualcuno magari un personaggio, non per forza il protagonista, che mi racconta la sua storia mentre la scrivo.
Le Memorie del resto sono nate dall’immagine di una bambina orfana portata via da un orfanotrofio decadente e decisamente vittoriano, inizialmente, da un ricco giovane.
Dopo questa fase molto “emozionale” e “istintiva” inizia la ricerca per rendere il tutto realistico e, soprattutto, aderente alla realtà, specialmente se c’è un preciso vincolo storico o mitologico.

Fenomeno Trono di Spade, cosa ne pensi?

Personalmente mi piace moltissimo, sono una fan accanita. Lasciando da parte le sensazioni di pancia e passando ad un’analisi più lucida ammiro moltissimo Martin: è riuscito a creare un mondo fantastico in cui ci sono tutte le contraddizioni del reale e lo ha fatto rendendolo anche estremamente realistico. I personaggi buoni non sono stucchevoli, i cattivi non lo sono senza motivo: sono tutti estremamente umani e l’ambientazione riflette tutto questo mettendoci davanti agli occhi un mondo in cui bene e male non sono concetti assoluti con confini netti, esattamente come nella realtà.
Parlando di Fantasy, libro preferito e perché?

Questa è una domanda davvero difficile, come posso indicarne solo uno? Mi auto concedo il lusso di indicarne almeno due, tralasciando Stoker, Tolkien e Martin che fanno davvero categoria a sè  e hanno un posto d’onore nel mio cuore: la saga di Anita Blake di L. K. Hamilton e Le Cronache di Narnia di C. S. Lewis, due saghe diversissime sia per ambientazione che per penna. I vampiri della Hamilton mi hanno seriamente aperto la mente verso un immenso mondo della notte; Lewis mi ha fatto sognare e stupire, quando lessi le Cronache di Narnia per la prima volta mi sembrò di precipitare, come Alice nella tana del bianconiglio, in un universo affascinantissimo che mi catturò immediatamente e mise subito in moto la mia immaginazione.

Hai scritto tante frasi nei tuoi romanzi, ci lasci la tua citazione preferita da uno dei tuoi libri?

“Ci sono momenti nella vita in cui tutto sembra grottesco e irreale. Momenti in cui il tuo cuore sprofonda in tenebre senza uscita, in cui il silenzio sembra più assordante di qualunque frastuono e senti la pazzia farsi strada nella testa come un ronzio inquietante, fastidioso, eppure così invitante.
Alcune volte sono solo sogni e ti svegli tremando alla ricerca del tuo corpo, di una prova tangibile della tua esistenza.
Quello però non era un sogno.
No, era la realtà ed è peggiore di qualunque incubo perché non puoi svegliarti e fuggire”
Intro Memorie di Sangue vol2 - Le Figlie della Corruzione.

Qualcosa che non può assolutamente mancare mentre scrivi.

Musica, thè verde e gatto che dorme sulla scrivania.

Credi che il metodo di scrittura standard, quello attualmente in voga, sia l’unico giusto per comporre?

Chiedo scusa ma non so quale sia l’attuale metodo definito “standard” per la scrittura… sapere che ne esiste uno e che si può tranquillamente ignorare rafforza ancor di più la mia convinzione che non esista una “magica ricetta segreta” per scrivere: ogni autore ha il suo stile, la sua penna e il suo metodo di scrittura e trovo sia una cosa bellissima! Se tutti scrivessero nello stesso modo avremmo tutti romanzi uguali.

“Show don’t tell” stile narrativo che attualmente spopola e pare l’unica via stilistica accettata è l’unico efficace?

Qui si torna a quanto detto prima: non esiste una ricetta per scrivere bene, quindi esattamente come ogni autore ha il suo metodo ha anche il suo ritmo narrativo. Lo “show don’t tell” rende più dinamica la scrittura ma ci sono anche momenti in cui la penna deve rallentare per rendere al meglio ciò che l’autore vuole comunicare. Questo stile narrativo è, per quanto mi riguarda, uno strumento al pari di tutti gli altri: riesce bene se lo si usa nel momento giusto e non ha niente in più o in meno degli altri.

Per scrivere un buon testo è importante partire da una base a cui rifarsi e quindi un romanzo già uscito o l’idea deve essere totalmente diversa?

Dopo secoli di letteratura mi riesce difficile credere che ci sia ancora qualcosa di realmente nuovo sotto il sole, pertanto credo che ovviamente ogni autore parta (seppur inconsciamente)  dal suo bagaglio di letture ed esperienze, pertanto qualcosa di completamente nuovo è difficile da scrivere. Qualcosa di innovativo però è un traguardo più vicino, in quanto si può affrontare un argomento già trattato da altri magari in maniera inedita e personale.

Lascia un consiglio ai tuoi lettori.

Continuate a inseguire i vostri sogni, sempre. Forse li realizzerete, forse no, forse diventeranno il vostro destino, forse solo un hobby, ma la felicità sta nell’impegnarsi in ciò che ci fa sentire vivi nonostante tutto.

Ed ecco qui Eva D'Amico in questa intervista all'autrice più che ai romanzi!
Se vi siete incuriositi potete trovare Eva sulla pagina Facebook Memorie di Sangue
Potete seguire gli aggiornamenti sui suoi romanzi da lì oppure da 
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